Accordo di massima su assunzioni, formazione, diritti dei turnisti, secondo livello, ma distanze significative sugli ultimi tre punti: salario, part-time e malattia. E’ questo lo stato della trattativa per il rinnovo contrattuale dei lavoratori edili, dopo l’ultimo incontro tra Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil e Ance che si è svolto giovedì 13 marzo a Roma. Nella fase attuale, affermano i sindacati, “si registrano intese apprezzabili”. Le imprese hanno mostrato disponibilità: le assunzioni saranno comunicate con tre giorni di anticipo, per permettere alle scuole edili di effettuare le 16 ore di formazione, viene condivisa la necessità di formazione continua, pari a 8 ore annue, e tutelato il riconoscimento professionale ai fini dell’inquadramento, a partire dai documenti di entrata. Il confronto va verso l’aumento dell’indennità per i turnisti più ricorrenti, l’implementazione della normativa sulla contrattazione territoriale e la definizione di un fondo per agevolare il pensionamento degli addetti più usurati.
Il negoziato degli edili, che interessa circa e 400.000 aziende e 1,2 milioni di lavoratori, di cui 140.000 impiegati, arriva in un momento particolare per il settore: restano alti i livelli di produzione, profitti e occupazione, ma la fase espansiva registra i primi segnali di fermo e le grandi e medie imprese scelgono la destrutturazione e l’esternalizzazione dei processi produttivi. La media di 3 addetti per azienda e la diffusione del sommerso, inoltre, segnalano un comparto in salute, ma che negli ultimi anni ha subito un impoverimento progressivo. Gli stranieri superano il 30% della forza lavoro, non scende il tasso di infortuni e tendono al ribasso i parametri di inquadramento, dove prevale l’apprendistato con il 66% delle figure professionali.
Nell’avvio della discussione, aperta formalmente il 14 novembre 2007, i sindacati hanno illustrato gli obiettivi della piattaforma: centralità del sistema formativo, a salvaguardia dell’occupazione e del riconoscimento, rafforzamento dei rapporti bilaterali e più qualità nella gestione della sicurezza. Hanno chiesto inoltre di riaffermare la dignità del lavoro edile, come incentivo alla permanenza nel comparto, valorizzare il ruolo degli impiegati e del tempo parziale, rimettere mano al sistema delle classificazioni, migliorare le retribuzioni e l’assistenza sanitaria.
Due giorni di trattativa, il 12 e 13 marzo, non hanno sciolto tutti i nodi sul tavolo. Le organizzazioni dei lavoratori puntano a un aumento medio di 105 euro e all’esclusione dei contratti part-time dal conteggio per la Durc, il Documento che attesta la regolarità contributiva delle aziende. Vogliono il riconoscimento dei primi tre giorni di malattia e criticano la frammentazione dei cantieri, indicando nel ritorno all’unità produttiva un contrasto efficace contro i subappalti; solo in questo modo, a loro giudizio, migliorerà l’azione dei rappresentanti della sicurezza. Le parti riprenderanno a trattare dopo Pasqua, in un unico incontro che si augurano conclusivo.
17 marzo 2008
Emanuele Di Nicola