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Scuola, Cgil: si riparte tra problemi vecchi e nuovi

redazione
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Settembre13/ 2021

“Oggi in molte regioni del Paese è suonata la prima campanella: agli oltre 4 milioni di studenti che tornano in classe e, al personale tutto, va il nostro augurio di buon anno scolastico. Come FLC Cgil siamo stati impegnati nel confronto con il ministro proponendo soluzioni strutturali per affrontare in sicurezza la ripresa delle lezioni e per superare le fragilità endemiche del sistema scolastico: carenza di organici, aule sovraffollate, precarietà del personale, scuole prive di dirigenti e Dsga stabili”. Lo afferma, in una nota, la Cgil scuola.

“In alcuni casi l`Amministrazione ha recepito ciò che sosteniamo da anni: mettere in campo ogni sforzo perché all`inizio delle lezioni tutto il personale, dai dirigenti al personale ATA, sia al proprio posto, attraverso concorsi regolari, assunzioni straordinarie con procedure semplificate, anticipazione delle procedure di immissioni in ruolo e dei movimenti del personale. – si spiega – Quando le proposte del sindacato sono state accolte le soluzioni adottate si sono rivelate efficaci: è il caso dell`immediata immissione in ruolo di circa 12 mila docenti specializzati con tre anni di servizio per il sostegno, ma il più delle volte non si è voluta seguire questa strada e le difficoltà hanno avuto la meglio, aggravate dall`inefficienza della macchina amministrativa e dagli errori dell`algoritmo per le nomine ha rallentato notevolmente le operazioni”.

“Le immissioni in ruolo dei docenti quest`anno corrispondo al 53% dei posti disponibili con il restante 47% delle cattedre affidate a precari a cui si aggiungono altri 90 mila posti liberi, di cui la stragrande maggioranza sul sostegno. Dunque 150 mila posti docenti, il 17% della dotazione complessiva, anche quest`anno saranno coperti da precari. Ancora più pesante la situazione sul versante Ata dove le 10.800 immissioni in ruolo hanno coperto solo il 40% dei posti disponibili. Resta poi il problema delle oltre 600 scuole date in reggenza con Ds e Dsga che devono suddividersi fra più istituti”.

TN