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Manovra, il Consiglio dei ministri approva Dpb

redazione
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Ottobre19/ 2021

Dopo una lunga giornata, iniziata stamani con la cabina di regia e terminata questa sera con il Consiglio dei ministri, il governo dà via libera all’unanimità al Documento programmatico di bilancio, che ora sarà inviato a Bruxelles.

Però per la manovra (con un importo di 23 miliardi) bisognerà attendere probabilmente ancora qualche giorno, dato che ci sono ancora nodi da sciogliere e gli impegni del Premier in Parlamento e al Consiglio europeo. Con ogni probabilità quindi la legge di bilancio verrà esaminata dal Consiglio dei ministri la prossima settimana.

Tra le questioni in sospeso lo scoglio principale è quello legato alle pensioni, con la scadenza di Quota 100 a fine anno.

Nel corso del Consiglio dei ministri, secondo quanto si apprende, è stata discussa la proposta presentata dal ministro dell’Economia Daniele Franco, che ipotizza il passaggio a “Quota 102” nel 2022, per poi salire a “Quota 104” l’anno successivo.

Uno schema su cui, spiegano fonti di governo, i ministri della Lega hanno sollevato “una riserva politica”. Alla fine la decisione è stata quella di svolgere nei prossimi giorni ulteriori approfondimenti per arrivare alla proposta definitiva nella legge di bilancio.

Al termine della riunione del Consiglio il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, conferma che “sulle pensioni ci sono diverse ipotesi in ballo, ma questa sera nessuna decisione su quota 100 è stata presa”. Lo stralcio della questione è stato “chiesto dai ministri della Lega” precisa Giorgetti che esclude “qualsiasi ritorno alla legge Fornero”.

Così come fa Matteo Salvini, che si dice soddisfatto anche per le risorse destinate al taglio delle tasse.

Fonti del Movimento 5 Stelle confermano che “il nodo resta quello delle pensioni” mentre su reddito di cittadinanza e Superbonus, che dovrebbe arrivare al 2023, il premier Draghi ed il ministro dell’Economia, Daniele Franco, sono “allineati”.

Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, le risorse previste ammontano nel 2022 a 8,8 miliardi di euro, circa un miliardo di euro in più rispetto alla somma inizialmente preventivata. L’incremento, spiegano le fonti, si è reso necessario sulla base dell’effettivo costo dello strumento (rifinanziato due volte) nell’anno in corso. Per il meccanismo dell’Rdc, ha precisato D’Incà, sarnno comunque previsti dei “correttivi per punire quei cittadini disonesti che pensano di poter fare i furbetti”.

Per la riduzione delle tasse, questa mattina in cabina di regia Franco ha messo sul piatto 7 miliardi in più rispetto al miliardo già previsto. Una cifra totale di 8 miliardi, confermata dal ministro dei Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, che però non accontenta tutti: in particolare Italia viva e Forza Italia hanno chiesto che si arrivi almeno a 10 miliardi. Molto positivo, invece, il giudizio del Pd, che con il responsabile economico Antonio Misiani parla di un impianto “molto convincente e condivisibile”.

Tra gli altri provvedimenti, un miliardo servirà per creare un fondo per ridurre gli aumenti delle bollette causati dai costi di gas ed energia. E’ confermata la riduzione dell’Iva sui prodotti igienici femminili e sarà reso strutturale il congedo parentale di 10 giorni per i padri. In arrivo anche interventi per migliorare le strutture e i servizi scolastici, per l’università e per le attività di ricerca.

TN