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Lavoro, Fim-Cisl: inaccettabile serie di infortuni, serve più prevenzione

redazione
Settembre19/ 2022

“Ieri alla Bc-Service di Novella di Piave nel veneziano si è verificato l`ennesimo incidente mortale. Giuliano De Seta aveva 18 anni è stato colpito da una lastra di metallo, mentre stava facendo nell`azienda uno stage. Non ci sono parole per commentare questa strage continua e quotidiana di morti sul lavoro, meno che mai quando ad essere coinvolti sono giovani come Giuliano che stanno facendo una stage formativo gratuito in azienda per imparare un mestiere. I giovani sono quanto più prezioso abbiamo, sono il futuro e le intelligenze e le mani del nostro Paese, ne dovremmo avere cura e rispetto specie quando li affidiamo alla scuola e in questo caso alle aziende per formarli al lavoro”. Lo dichiara con una nota il segretario nazionale Fim Cisl Valerio D`Alò.

“E invece, non passa mese che la cronaca ci restituisce episodi tragici come quello di ieri che ha coinvolto il giovane Giuliano, facciamo le condoglianze alla famiglia di Giuliano ma vorremmo che fosse veramente l`ultima volta che ci troviamo a commentare una morte così tragica quanto assurda. Purtroppo non registriamo in questa campagna elettorale, in nessuna delle dichiarazioni e dei programmi delle forze politiche, attenzione al tema della sicurezza e prevenzione sul lavoro, nonostante i numeri siano da emergenza rossa. Serve intervenire oltre che con maggiori controlli, con una diffusa cultura della sicurezza e della prevenzione fin dai primi anni di scuola. Per questo, come Fim riteniamo che un tema così importante come la sicurezza e la prevenzione sul lavoro, vada inserito nei programmi scolastici – prosegue D’Alò – perché l`alternanza scuola lavoro ha bisogno di essere preparata e le aziende che devono riceve dei ragazzi in alternanza e apprendistato devono essere preparate e certificate, non possiamo affidare i nostri figli ad aziende pericolose e non sicure”.

“Ci aspettiamo in questo senso un impegno serio e concreto da parte di tutte le forze politiche e istituzioni perché – conclude il sindacalista – non si abbia più a commentare notizie come quella di Giuliano e di tutti i morti che quotidianamente muoiono nei luoghi di lavoro”.

E.G.