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Gott mit uns

Marco Cianca
Marco Cianca
Luglio21/ 2021

Non una pandemia ma una semplice epidemia di influenza. La mascherina, specie nei luoghi aperti, non ha alcun significato, semmai a lungo andare provoca gravi danni alla salute. Immotivato e gravissimo il colpo economico inferto ad albergatori, ristoratori e baristi con la chiusura dei locali o le illogiche restrizioni.  Pazzeschi i banchi a rotelle e inutile la didattica a distanza, quando è noto che nessun bambino è stato seriamente contagiato. I tamponi servono solo a compilare ingannevoli statistiche, dato che risultano inattendibili nell’ottanta o anche al novanta per cento dei casi, e quindi segnalano una quantità impressionante di falsi positivi.

Vengono registrati come causati dal virus decessi ascrivibili a ben altre patologie. Un vaccino non può essere fabbricato e messo sul mercato nel giro di qualche mese, quando si sa che occorrono da cinque a dieci anni per verificarne le reazioni avverse. Quante persone muoiono o subiscono pesanti effetti collaterali dopo l’inoculazione e quante, affette da altre malattie, hanno visto ritardate le cure a causa della precedenza assoluta data ai pazienti affetti da Covid?

I vaccini sono prodotti con linee cellulari di feti abortiti. Bergoglio e tutti i vescovi che invitano la gente a immunizzarsi, oltre a esorbitare dai limiti della loro funzione spirituale, stanno incitando a rendersi complici del peccato più grave che ci sia al mondo, la soppressione volontaria di nascituri, concepiti per denaro, al solo scopo di fornire materiale organico da utilizzare per conto delle multinazionali farmaceutiche.

Ecco. Questo, testualmente, è parte del manifesto di Venezia.  Nella città dei Dogi, lo scorso 17 luglio, si è svolto un convegno dedicato alla “Buona battaglia, per uscire dall’ipnosi e far rinascere l’uomo nuovo”. Un centinaio i partecipanti. Tutto alla luce del sole, come se niente fosse. Eppure, la stesura di una summa delle teorie complottiste e del negazionismo avrebbe meritato un minimo di attenzione. Quanto meno per capire il substrato culturale che, lungo i mille rivoli dei social, irrora malafede e dabbenaggine di chi ritiene il green pass una schedatura di massa. Concetti che, più o meno consapevolmente, riecheggiano nelle parole di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni. Un’ulteriore prova di quanto la politica sia un epifenomeno di più profondi sommovimenti.

La riunione è stata benedetta dall’inarrestabile monsignor Carlo Viganò, nemico giurato di papa Francesco, col tono di chi vorrebbe promuovere una nuova crociata: “Poniamoci sotto il glorioso stendardo della Croce!”.

Sul banco degli imputati “i rinnegati al potere”. Cioè, l’attuale Pontefice e i suoi sodali. Ma in tutti gli interventi, e nei loro riferimenti bibliografici, le accuse mischiano massoneria, comunismo, giudaesimo, illuminismo, islam, liberismo.  E la rivendicata tradizione biblica, gratta gratta, viene contaminata con miti esoterici e pagani. D’altro canto, in un breve saggio allegato alla documentazione on line dell’evento, si riflette sui “pensieri scomodi” di Alfred Rosemberg, il teorico della razza.

I “padroni universali” con la “menzogna sistematica e la mistificazione” e con il “pretesto dell’emergenza sanitaria” marchiano “l’uomo capo di bestiame” per asservirlo “ai voleri del nuovo governo totalitario mondiale”. “Un piano malvagio” portato avanti a tappe forzate da “una élite criminale”.  Gli spiriti del male, i figli delle tenebre, sono però destinati alla sconfitta perché “Dio è con noi”, ha concluso uno dei relatori. Gott mit uns. Lo sostenevano i cavalieri teutonici e i nazisti.

Marco Cianca