• Oggi è: sabato, Giugno 19, 2021

Federmeccanica, nel I trimestre la produzione cresce del 15,6%

redazione
redazione
Giugno09/ 2021

Prosegue il recupero dei livelli di produzione nell’industria metalmeccanica, ma emergono due fattori critici: costo e reperibilità delle materie prime e difficoltà a trovare personale qualificato. Dopo il crollo registrato nel 2020 (-13,5%) l’attività ha evidenziato un “progressivo miglioramento” che, iniziato a partire dall’estate dello scorso anno, è proseguito anche nei primi mesi del 2021. Nel primo trimestre i volumi di produzione sono infatti cresciuti del 15,6% nel confronto con l`analogo periodo dell`anno precedente e dello 0,8% rispetto all`ultimo trimestre del 2020. E’ quanto rileva la 158esima edizione dell’indagine congiunturale di Federmeccanica.

“Questo miglioramento – ha spiegato il vicepresidente di Federmeccanica, Fabio Astori – ha interessato tutte le attività dell`aggregato metalmeccanico che, in termini tendenziali, hanno evidenziato aumenti a doppia cifra. Va tuttavia sottolineato che i dati positivi rilevati si basano sul raffronto tra marzo 2021 e marzo 2020, primo mese del lockdown che ha poi determinato il più grande calo della produzione e del fatturato mai registrato nel nostro settore dal dopoguerra. C`è quindi ancora tanta strada da fare per tornare a parlare di crescita e sviluppo. Non si può quindi abbassare la guardia. Anzi, si deve alzare il tiro con politiche industriali mirate ed efficaci”.

Nell`Unione europea emerge una “forte differenziazione” delle dinamiche produttive tra i Paesi membri, sottolinea l’indagine di Federmeccanica. L`Italia, che nei mesi di lockdown aveva subito perdite maggiori, si è riportata successivamente in linea con gli altri principali Paesi dell`area, con un recupero dei livelli di produzione superiore nei mesi più recenti.

Sui buoni risultati acquisiti ha influito, oltre al miglioramento della domanda interna, anche la ripresa del commercio mondiale che ha comportato ricadute positive sull’interscambio commerciale. Nel primo trimestre le esportazioni metalmeccaniche sono cresciute dell`8,9% (in misura maggiore rispetto al +4,6% rilevato per l`intera economia) e le importazioni del 15,1%.

E` cresciuto sensibilmente l`export verso i principali partner europei quali Germania (+22,3%), Francia (+15,1%) e Spagna (+14,3%), mentre al di fuori dell`Ue i flussi sono significativamente cresciuti verso la Cina (+48%) e sono diminuiti verso gli Stati Uniti (-20%).

“Già a marzo, in occasione della scorsa congiunturale avevamo posto l`accento su un serio problema che cominciava a manifestarsi: la dinamica dei prezzi delle materie prime e le difficoltà di approvvigionamento – ha ricordato Astori – oggi, dai dati raccolti risulta che la gran parte delle imprese partecipanti all`indagine (84%) ha risentito del rincaro dei prezzi dei metalli e dei semilavorati in metallo utilizzati nei processi produttivi e l`incremento dei costi di produzione nel 60% dei casi determinerà sia un aumento dei prezzi di vendita sia una riduzione dei margini di profitto. Il 54% delle imprese ha inoltre dichiarato di avere difficoltà di approvvigionamento dei metalli e semilavorati in metallo a causa della loro scarsità sul mercato e in alcuni casi anche per la bassa qualità dell`offerta.

La difficile situazione in atto potrà determinare addirittura un`interruzione dell`attività produttiva, così come dichiarato dal 14% delle imprese partecipanti”.

TN