“Dopo l’annuncio del progetto di dismissione della chimica di base da parte di Eni Versalis inizia a manifestarsi quell’ ‘effetto domino’ di cui avevamo denunciato il rischio”. Così in una nota il segretario generale della Filctem Cgil, Marco Falcinelli.
“La multinazionale della chimica Basell -spiega Falcinelli – presente in Italia a Brindisi e a Ferrara, a differenza di quanto affermato finora sulla negoziazione in corso per la vendita di cinque impianti, tra cui lo stesso di Brindisi, in una logica di ‘pacchetto complessivo’, ha aperto alla possibilità per il compratore di acquisire e concludere l’operazione anche senza l’impianto pugliese. È evidente quanto da noi sostenuto in questi mesi: un impianto “non alimentato” da un cracking non interessa”.
“Purtroppo – ha proseguito Falcinelli – temiamo che questo sia solo l’inizio se Eni Versalis dovesse confermare la chiusura dei cracking in Italia e dismettere la produzione della chimica di base. Esattamente il contrario di quello che il nostro Paese insieme ad altri sta chiedendo alla Commissione di fare. Produrre la chimica di base in Europa”.
“Evidentemente il Governo ha deciso che l’Italia diventi, per la chimica e per tutti gli altri settori industriali che la utilizzano, un Paese marginale e condannato alle dipendenze dalle produzioni di altri”: ha concluso il segretario generale della Filctem Cgil.
E.G.