La Cgil sale sulle barricate contro il piano Eni per Versalis, che comporta la chiusura di alcuni impianti a Brindisi e a Priolo. Tutte le categorie interessate dalla vertenza, e cioe’ i Chimici, i Metalmeccanici, i Trasporti, gli Edili e il Commercio ( Filctem, Fiom, Filt, Fillea e Filcams) hanno deciso di dichiarare lo stato di agitazione nazionale, con una manifestazione, altrettanto nazionale, sotto il Ministero delle Imprese in occasione del prossimo incontro col governo e l’Eni, e otto ore di sciopero nella stessa giornata, per tutti i lavoratori diretti di Versalis. Nei prossimi giorni anche le categorie che rappresentano i lavoratori in appalto definiranno le modalità delle proprie mobilitazioni.
È questo l’esito, molto negativo, del tavolo di confronto che si e’svolto mercoledì nella sede romana dell’Eni, concluso con un brusco addio della Cgil alla trattativa, mentre sotto il grattacielo dell’Eur circa 200 operai e un nutrito gruppo di parlamentari dell’opposizione manifestavano contro le chiusure. La riunione, del resto, viene descritta più come uno scontro che un confronto. Pino Gesmundo, segretario Cgil che segue la vertenza, spiega che “l’atteggiamento arrogante tenuto da Eni” ha portato la delegazione Cgil ad abbandonare il tavolo, che è comunque proseguito coi i sindacati Femca e Uiltec. Ma non solo: “l’incontro è stato caratterizzato da minacce alle organizzazioni sindacali, accusate di dichiarazioni false sull’occupazione”, rivela Gesmundo. Dichiarazioni peraltro mai smentite, sottolinea, “considerato che l’azienda non ha mai fornito dettagli sull’occupazione indiretta degli impianti in chiusura”, e anzi confermate “dalla decisione di procedere con il piano che prevede la chiusura dei cracking di Priolo e Brindisi”.
Chiusure confermate giovedì dalla stessa Eni, che nel presentare i dati di bilancio ha precisato anche di essere “impegnata nella trasformazione di Versalis, in risposta a un mercato europeo della petrolchimica profondamente deteriorato”, cessando “le attività relative allo steam cracking, in difficoltà per lo scenario europeo”. Il piano include anche “la realizzazione di nuove iniziative industriali coerenti con la strategia di Eni, sia nella bioraffinazione che nelle iniziative di stoccaggio di energia, e potenzialmente anche nei data center e nell’intelligenza artificiale”. Eni prevede che in questo modo Versalis (che fin qui ha perso alcuni miliardi di euro) “raggiunga un Ebit a break even entro il 2027, un miglioramento dell’Ebit adjusted di circa 900 milioni entro il 2028 (rispetto al 2024) e una riduzione degli investimenti di circa 350 milioni rispetto al Piano precedente, che condurrà al pareggio del Fcf entro il 2028 con un Roace relativo alle nuove piattaforme di business di circa il 10% entro il 2030”.
Ma secondo la Cgil le chiusure previste comporteranno soprattutto “un effetto a catena che determinerà lo smantellamento dell’intero petrolchimico di Brindisi e Priolo, in prospettiva, e ricadute che porteranno alla dismissione anche degli impianti di Ferrara, Ravenna e Mantova”. “Il tutto – prosegue Gesmundo- esponendo il sistema Paese ad un’ulteriore dipendenza che comporterà una perdita aggiuntiva di competitività per l’80% delle imprese italiane”. Aggiunge Marco Falcinelli, segretario generale dei Chimici Cgil: ”L’Eni sta causando danni inimmaginabili”.I sindacalisti della Cgil accusano anche il governo per ” l’atteggiamento dimesso e succube” del ministro Urso, ma anche per il silenzio assoluto di Palazzo Chigi, ‘’che dopo 23 mesi consecutivi di calo della produzione industriale non commenta e non ritiene di dover intervenire”. Da subito, dunque, partiranno le assemblee dei lavoratori coinvolti, incontri pubblici con la cittadinanza, iniziative con le istituzioni locali, “per sensibilizzare tutti sulle gravi conseguenze che le scelte di Eni comporteranno al sistema Paese nel complesso e ai territori coinvolti in particolare”
Di parere del tutto opposto le categorie di Uil e Cisl, Uiltec e Femca, che dopo l’abbandono del tavolo da parte della Cgil, al termine del confronto hanno ritenuto che ci fossero le condizioni per firmare con l’azienda un documento condiviso con l’azienda. La segretaria generale della Femca Cisl, Nora Garofalo, osserva: ” Ci siamo seduti al tavolo con Eni-Versalis, abbiamo chiesto modifiche al piano di trasformazione e le abbiamo ottenute. L’azienda si è impegnata con noi affinché nel percorso di riconversione dei suoi siti si mantenga l’attuale intensità industriale e occupazionale. Dobbiamo continuare a fare il nostro mestiere verificando che all’impegno seguano i fatti e che siano garantite le tre dimensioni della sostenibilità: sociale, economica e ambientale”.
“Non di dismissione si tratta – precisa Garofalo – altrimenti parleremmo di chiusure e licenziamenti. In campo c’è una transizione e quindi necessariamente una trasformazione che possiamo scegliere di affrontare con senso di responsabilità oppure di rinviare ad libitum, rovesciando il tavolo. Ciò non vuol dire che abbasseremo la guardia sulle verifiche degli avanzamenti concordati”. E ancora, Garofalo spiega che Eni si prepara a investire “due miliardi di euro”, e che ”ci ha garantito che non un posto di lavoro andrà perso tra i dipendenti. Ma nel documento che abbiamo sottoscritto siamo andati oltre, prevedendo il massimo coinvolgimento dell’indotto locale, sia nelle attività di trasformazione, che nella successiva fase di esercizio”.
“Nel sito di Brindisi – conclude Garofalo – l’azienda ha confermato la fermata del Cracking entro marzo 2025. Tuttavia, in risposta alle richieste delle organizzazioni sindacali, ha comunque deciso che l’impianto verrà messo in conservazione, nella eventuale ripresa di condizioni di mercato favorevoli alla sua rimessa in servizio. Eni Versalis a Brindisi intende realizzare un impianto industriale per la produzione di accumulatori stazionari di energia elettrica, in collaborazione con un importante player italiano, già fortemente impegnato nel settore. Nella joint venture, le risorse aziendali coinvolte manterranno comunque l’identità Eni, le salvaguardie e i trattamenti economici previsti”.
Nunzia Penelope