• Oggi è: martedì, Gennaio 18, 2022

Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

redazione
redazione
Gennaio12/ 2022

COMITATO RISTRETTO

Martedì 11 gennaio 2022.

Modifiche al decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67, concernenti l’accesso anticipato al pensionamento per i lavoratori delle imprese edili e affini.
Esame C. 1033 Tripiedi.

Il Comitato ristretto si è riunito dalle 14.30 alle 14.45.

AUDIZIONI INFORMALI

Martedì 11 gennaio 2022.

Audizioni nell’ambito dell’esame delle proposte di legge C. 1063 Ungaro e C. 2202 De Lorenzo, recanti disposizioni in materia di tirocinio curricolare.
Audizione di rappresentanti di CGIL, CISL e UIL.

L’audizione informale è stata svolta dalle 11.30 alle 12.15.

Audizione di rappresentanti della testata giornalistica on line «La Repubblica degli stagisti».

L’audizione informale è stata svolta dalle 12.15 alle 12.30.

SEDE CONSULTIVA
Mercoledì 12 gennaio 2022. — Presidenza della presidente Romina MURA.

La seduta comincia alle 13.30.

Delega al Governo per la riforma fiscale.
C. 3343 Governo.
(Parere alla VI Commissione).
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l’esame del provvedimento in titolo.

Camillo D’ALESSANDRO (IV), relatore, ricorda preliminarmente che il disegno di legge è stato presentato dal Governo dopo l’approvazione del documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sulla riforma dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e altri aspetti del sistema tributario, svolta dalle Commissioni Finanze della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, la riforma del fisco, inserita nel PNRR come riforma di accompagnamento, è stata avviata con la legge di bilancio 2022, che ha destinato 8 miliardi di euro a interventi specifici su IRPEF e IRAP, in linea con le indicazioni del citato documento conclusivo dell’indagine conoscitiva. Il provvedimento, inoltre, è uno dei disegni di legge collegati alla manovra di bilancio per il triennio 2022-2024, a norma dell’articolo 7, comma 2, lettera f), della legge 31 dicembre 2009, n. 196, elencati nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2021.
Il disegno di legge consta di dieci articoli, la cui impostazione si richiama al contenuto del documento conclusivo, ad eccezione della riforma del catasto, di cui all’articolo 6, tema non affrontato dall’indagine conoscitiva.
Gli obiettivi fondamentali della riforma, che costituiscono i princìpi e i criteri direttivi generali per l’esercizio della delega, sono enunciati all’articolo 1: la crescita dell’economia, attraverso l’aumento dell’efficienza della struttura delle imposte e la riduzione del carico fiscale sui redditi derivanti dall’impiego dei fattori di produzione; la razionalizzazione e la semplificazione del sistema tributario, preservandone la progressività, da attuare anche attraverso la riduzione degli adempimenti a carico dei contribuenti e l’eliminazione dei cosiddetti «micro-tributi», con gettito trascurabile per l’Erario; la riduzione dell’evasione e dell’elusione fiscale.
L’articolo 1, inoltre, disciplina la procedura di adozione dei decreti legislativi, che devono essere adottati nel rispetto dei princìpi costituzionali, in particolare di quelli previsti dagli articoli 3 e 53 della Costituzione, nonché del diritto dell’Unione europea, sulla base dei princìpi e criteri direttivi specifici, indicati negli articoli successivi. In particolare, la norma prevede la trasmissione degli schemi di decreto alle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, per l’espressione del parere entro il termine di trenta giorni, termine che può essere prorogato di ulteriori venti giorni per la complessità della materia o per il numero dei decreti legislativi. Qualora il Governo non intenda conformarsi al parere espresso dalle Commissioni parlamentari, trasmette nuovamente i testi con le proprie osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e di motivazione, per l’espressione dei pareri definitivi delle Commissioni competenti per materia da rendere entro dieci giorni dalla data della nuova trasmissione.
La norma prevede, inoltre, che il Governo, nell’esercizio della delega, introduca le disposizioni mediante la modifica o l’integrazione delle disposizioni vigenti, provvedendo ad abrogare espressamente le norme incompatibili. Si dispone anche l’adozione di uno o più decreti legislativi per il coordinamento formale e sostanziale tra i decreti legislativi adottati e le altre leggi dello Stato e per l’abrogazione espressa delle norme incompatibili, nonché la procedura per l’adozione dei decreti correttivi e integrativi.
L’articolo 2 reca, al comma 1, i princìpi e criteri direttivi per la revisione del sistema di imposizione personale sui redditi. La lettera a) prevede, in particolare, la progressiva evoluzione del sistema verso un modello compiutamente duale attraverso l’applicazione di un’aliquota proporzionale ai redditi derivanti dall’impiego di capitale, in tutte le sue forme, ma per le sole attività condotte da soggetti diversi da coloro a cui si applica l’IRES e l’applicazione ai restanti soggetti delle aliquote ordinarie dell’IRPEF (n. 1 e 2). La lettera b) prevede la riduzione delle aliquote medie effettive dell’IRPEF, con particolare riferimento ai giovani e ai secondi percettori di reddito, e la riduzione delle variazioni delle aliquote marginali effettive. La lettera c) dispone il riordino delle deduzioni dalla base imponibile e delle detrazioni dall’imposta lorda sul reddito delle persone fisiche, tenendo conto della loro finalità e dei loro effetti sull’equità e sull’efficienza dell’imposta. Infine, la lettera d) prevede l’armonizzazione dei regimi di tassazione del risparmio, tenendo conto dell’obiettivo di contenere gli spazi di elusione dell’imposta.
Ricorda che sul tema della revisione dell’IRPEF è intervenuta la legge di bilancio 2022 (legge n. 234 del 2021), che, all’articolo 1, comma 2, lettera a), modifica il sistema delle aliquote, individuandone quattro per scaglioni di reddito (fino a 15.000 euro, 23 per cento; oltre 15.000 euro e fino a 28.000 euro, 25 per cento; oltre 28.000 euro e fino a 50.000 euro, 35 per cento; oltre 50.000 euro, 43 per cento), sopprimendo l’aliquota del 41 per cento, riducendo la seconda dal 27 al 25 per cento e la terza dal 38 al 35 per cento (per i redditi fino a 50.000 euro, in luogo degli attuali 55.000 euro) e assoggettando all’aliquota del 43 per cento i redditi oltre i 50.000 euro. La lettera b) modifica il regime delle detrazioni IRPEF per tipologia di reddito. In particolare, i numeri 1 e 2 intervengono sulle detrazioni per redditi da lavoro dipendente e assimilati, ampliando la prima soglia di reddito cui si applica la detrazione, da 8.000 a 15.000 euro; portando la seconda soglia di reddito da 15.000 a 28.000 euro, la cui misura della detrazione base passa da 978 a 1.910 euro, modificando la modalità di calcolo della quota ulteriore di tale detrazione; riducendo la terza e ultima soglia di reddito per cui spetta la detrazione da 55.000 a 50.000 euro, contestualmente aumentando la detrazione base da 978 a 1.910 euro; aumentando di 65 euro della detrazione applicabile, specificamente, alla fascia di reddito tra 25.000 e 35.000 euro. I numeri 3 e 4, con riferimento alle detrazioni per redditi da pensione, dispongono: l’innalzamento da 8.000 a 8500 euro della prima soglia di reddito e da 1.880 a 1995 euro la detrazione spettante nonché l’aumento della misura minima di detrazione da 690 a 713 euro; l’aumento da 15.000 a 28.000 euro della seconda soglia di reddito, la riduzione da 1.297 a 700 euro della detrazione base, la determinazione della quota ulteriore pari a 1.255 euro per un reddito pari a 8.500 euro, in riduzione, all’aumentare del reddito, fino ad annullarsi una volta raggiunti i 28.000 euro; la riduzione da 55.000 a 50.000 euro della terza e ultima soglia, oltre la quale non spetta la detrazione, e da 1.297 a 700 euro della base di calcolo della detrazione d’imposta per i redditi superiori a 28.000 euro e fino a 50.000 euro (per tale soglia, la detrazione è pari a 700 euro per redditi pari a 28.000 euro e decresce fino ad annullarsi alla soglia dei 50.000 euro); l’aumento di 50 euro della detrazione nella fascia di reddito compresa tra 25.000 e 29.000 euro. Con riferimento ai redditi da lavoro autonomo e assimilati, i numeri 5 e 6 prevedono: l’innalzamento da 4.800 euro a 5.500 euro della prima soglia di reddito e da 1.104 euro a 1.265 euro della detrazione applicabile; l’introduzione di una ulteriore soglia di reddito, superiore a 5.500 euro e fino a 28.000 euro, con una detrazione pari a 500 euro, aumentata di una somma pari a 765 euro per un reddito pari 5.500 euro, che decresce al crescere del reddito fino ad azzerarsi alla soglia dei 28.000 euro; la rimodulazione dell’ultima soglia di reddito, compresa tra i 28.000 euro e 50.000 euro, e della detrazione, spettante nell’importo massimo di 500 euro per un reddito pari a 28.000 euro, riducendosi progressivamente fino ad annullarsi raggiunti i 50.000 euro; l’aumento di 50 euro della detrazione per la fascia di reddito superiore a 11.000 euro ma non a 17.000 euro.
Il comma 3 dell’articolo 1 della legge di bilancio 2022 dispone la riduzione da 28.000 euro a 15.000 euro del reddito complessivo oltre il quale non è più dovuto il trattamento integrativo (cosiddetto bonus 100 euro) e condiziona il suo riconoscimento alla presenza di un ammontare di una serie di detrazioni, specificamente individuate, superiore all’imposta lorda.
L’articolo 3 del disegno di legge in esame reca, al comma 1, i principi e i criteri direttivi per la revisione dell’IRES e della tassazione del reddito di impresa. In particolare, la lettera a) richiede la coerenza del complessivo sistema di tassazione del reddito di impresa con il sistema di imposizione personale sui redditi di tipo duale; la lettera b) prevede la semplificazione e la razionalizzazione dell’IRES, finalizzate alla riduzione degli adempimenti amministrativi a carico delle imprese, anche attraverso un rafforzamento del processo di avvicinamento tra valori civilistici e fiscali, con particolare attenzione alla disciplina degli ammortamenti; la lettera c) dispone la revisione della disciplina delle variazioni in aumento e in diminuzione apportate all’utile o alla perdita risultante dal conto economico per determinare il reddito imponibile; la lettera d), infine, richiede la tendenziale neutralità tra i diversi sistemi di tassazione delle imprese, per limitare distorsioni di natura fiscale nella scelta delle forme organizzative e giuridiche dell’attività imprenditoriale.
L’articolo 4 reca, al comma 1, i princìpi e criteri direttivi per la razionalizzazione dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) e delle imposte indirette sulla produzione e sui consumi: la razionalizzazione della struttura dell’IVA, con particolare riferimento al numero e ai livelli delle aliquote e alla distribuzione delle basi imponibili tra le diverse aliquote, allo scopo di semplificare la gestione e l’applicazione dell’imposta, contrastare l’erosione e l’evasione fiscale e aumentare il grado di efficienza del sistema impositivo in coerenza con la disciplina europea armonizzata dell’imposta (lettera a)); l’adeguamento delle strutture e delle aliquote della tassazione indiretta con l’obiettivo di contribuire alla riduzione progressiva delle emissioni di gas climalteranti e alla promozione dell’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili ed ecocompatibili (lettera b)).
L’articolo 5 delega il Governo ad attuare un graduale superamento dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), garantendo in ogni caso il finanziamento del fabbisogno sanitario.
Ricorda che la legge di bilancio 2022 è intervenuta anche sulla disciplina dell’IRAP, in particolare esentando i contribuenti persone fisiche che esercitano attività commerciali, nonché arti e professioni e prevedendo specifiche forme di copertura del mancato gettito in favore delle Regioni e delle Province autonome, mediante l’istituzione di apposito Fondo (articolo 1, commi 8 e 9, della legge n. 234 del 2021).
L’articolo 6, al comma 1, reca i princìpi e criteri direttivi per modificare la disciplina relativa al sistema di rilevazione catastale, non prevista dal documento conclusivo dell’indagine conoscitiva, al fine di modernizzare gli strumenti di individuazione e di controllo delle consistenze dei terreni e dei fabbricati. Si tratta, in particolare: della previsione di strumenti, da porre a disposizione dei comuni e dell’Agenzia delle entrate, per facilitare e ad accelerare l’individuazione e, eventualmente, il corretto classamento delle fattispecie (lettera a)); dell’introduzione di strumenti e modelli organizzativi che facilitino la condivisione dei dati e dei documenti, in via telematica, tra l’Agenzia delle entrate e i competenti uffici dei comuni nonché la loro coerenza ai fini dell’accatastamento delle unità immobiliari. Il comma 2 delega il Governo a provvedere all’integrazione delle informazioni presenti nel catasto dei fabbricati in tutto il territorio nazionale, da rendere disponibile a decorrere dal 1° gennaio 2026 e, contestualmente, reca i princìpi e criteri direttivi per l’esercizio di tale delega.
L’articolo 7 indica, al comma 1, i princìpi e criteri direttivi specifici per la revisione delle addizionali comunali e regionali all’IRPEF. In particolare, la lettera a) prevede la sostituzione dell’addizionale regionale all’IRPEF con una sovraimposta sull’IRPEF la cui aliquota di base può essere aumentata o diminuita dalle regioni entro limiti prefissati, garantendo l’invarianza di gettito. La lettera b), con riferimento alle regioni sottoposte a piani di rientro per disavanzi sanitari, prevede l’incremento obbligatorio della sovraimposta calcolato in modo da garantire lo stesso gettito ricavato dall’applicazione delle aliquote delle addizionali regionali all’IRPEF maggiorate nella misura obbligatoria in base alla legislazione attualmente vigente. Con riferimento ai comuni, la lettera c) prevede la facoltà della sostituzione dell’addizionale all’IRPEF con una sovraimposta sull’IRPEF, in misura tale da garantire l’invarianza del gettito. Sulla base dei commi 2 e 3, inoltre, i decreti legislativi dovranno prevedere la revisione dell’attuale riparto tra lo Stato e i comuni del gettito dei tributi sugli immobili destinati a uso produttivo appartenenti al gruppo catastale D ed eventualmente degli altri tributi incidenti sulle transazioni immobiliari, in attuazione dei princìpi del federalismo fiscale, allo scopo di rafforzare gli elementi di responsabilizzazione e trasparenza nella gestione della finanza locale, in linea con il principio della separazione delle fonti di finanziamento per i diversi livelli di governo. Tale revisione deve avvenire senza oneri per lo Stato, ma compensando eventuali variazioni di gettito per i diversi livelli di governo attraverso la corrispondente modifica del sistema dei trasferimenti erariali, degli altri tributi comunali e dei fondi di riequilibrio.
L’articolo 8 reca, al comma 1, i principi e i criteri direttivi per la revisione del sistema nazionale della riscossione. Si tratta, in particolare, dell’incremento dell’efficienza del sistema nazionale della riscossione e della sua semplificazione (lettera a); dell’individuazione di un nuovo modello organizzativo del sistema nazionale della riscossione, anche mediante il trasferimento delle funzioni e delle attività attualmente svolte dall’agente nazionale della riscossione, o di parte delle stesse, all’Agenzia delle entrate, garantendo la continuità del servizio della riscossione attraverso il conseguente trasferimento delle risorse strumentali, nonché delle risorse umane, senza soluzione di continuità (lettere b) e c)).
L’articolo 9, al comma 1, reca la delega al Governo per la codificazione delle disposizioni legislative vigenti in materia tributaria, per garantire la certezza dei rapporti giuridici e la chiarezza del diritto nel sistema tributario, compresi l’accertamento, le sanzioni e la giustizia tributaria. I principi e i criteri direttivi per l’esercizio della delega sono elencati al comma 2, mentre i successivi commi da 3 a 6 disciplinano la procedura di adozione e il comma 7 prevede la possibilità di adottare decreti legislativi correttivi e integrativi, adottando la medesima disciplina.
L’articolo 10, infine, reca le disposizioni finanziarie, prevedendo, al comma 1, l’invarianza degli effetti finanziari e richiedendo, al comma 2, la relazione tecnica per ciascuno degli schemi di decreto legislativo, che ne evidenzi gli effetti sui saldi di finanza pubblica. Il medesimo comma 2, inoltre, dispone che, qualora uno o più decreti legislativi determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione nel proprio interno o mediante utilizzo delle risorse di cui all’articolo 1, comma 2, della legge di bilancio 2021 (legge n. 178 del 2020), nel limite di 2 miliardi per l’anno 2022 e 1 miliardo a decorrere dal 2023, eventualmente integrate in base a quanto previsto dal comma 5 del medesimo articolo 1, si provvede ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge di contabilità e finanza pubblica (legge n. 196 del 2009), ovvero mediante compensazione con le risorse finanziarie recate dai decreti legislativi adottati ai sensi della presente legge, presentati prima di quelli che comportano i nuovi o maggiori oneri. A tal fine, le maggiori entrate confluiscono in un apposito fondo istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze. Sul punto, si segnala che la legge di bilancio 2022 ha utilizzato tali risorse per il finanziamento delle modifiche al TUIR di cui si è dato conto nella presente relazione.

Romina MURA, presidente, poiché nessuno chiede di intervenire, rinvia il seguito dell’esame del provvedimento ad altra seduta.

La seduta termina alle 13.35.

AUDIZIONI INFORMALI

Mercoledì 12 gennaio 2022.

Audizioni nell’ambito dell’esame delle proposte di legge C. 1458 Frassinetti, C. 1791 Fragomeli e C. 1891 Spadoni, recanti Disposizioni per l’inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza di genere.
Audizione di rappresentanti dell’Associazione nazionale volontarie del Telefono rosa ONLUS, dell’Osservatorio nazionale sostegno vittime e dell’Unione nazionale vittime (UNAVI).

L’audizione informale è stata svolta dalle 13.45 alle 14.10.

Audizione di rappresentanti dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (IRPPS).

L’audizione informale è stata svolta dalle 14.15 alle 14.30.

AUDIZIONI INFORMALI

Mercoledì 12 gennaio 2022.

Audizione di rappresentanti di CNA FITA Trasporto persone, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge C. 1779 Paolo Russo e C. 1782 Molinari, recanti Disposizioni in materia di controlli sul personale addetto ai servizi di trasporto.

L’audizione informale è stata svolta dalle 14.35 alle 14.50.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

Mercoledì 12 gennaio 2022.

L’ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.50 alle 15, dalle 15.10 alle 15.25 e dalle 18 alle 18.10.

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

Mercoledì 12 gennaio 2022. — Presidenza della presidente Romina MURA. – Interviene la sottosegretaria di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Rossella Accoto.

La seduta comincia alle 15.25.

Romina MURA, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche mediante la trasmissione diretta sulla web-TV della Camera dei deputati.

5-07341 Mura: Penalizzazione occupazionale retributiva delle lavoratrici di Ita Airways.

Antonio VISCOMI (PD), in qualità di cofirmatario dell’interrogazione n. 5-07341, intervenendo da remoto, ne illustra i contenuti, che riguardano presunte discriminazioni ai danni delle lavoratrici di Ita Airways, penalizzate nelle procedure di selezione. Con l’atto di sindacato ispettivo, pertanto, si intende sapere dal Governo quali iniziative intenda assumere per accertare la fondatezza delle segnalazioni della condotta discriminatoria dell’azienda e, eventualmente, per contrastarla.

La sottosegretaria Rossella ACCOTO, intervenendo da remoto, risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato.

Antonio VISCOMI (PD), intervenendo da remoto, prende atto con soddisfazione dell’impegno del Governo, sollecitato dall’interrogazione, a verificare se l’azienda Ita Airways abbia applicato criteri di discriminazione, diretta o indiretta, ai danni delle lavoratrici. Si tratta di una vicenda che deve essere chiarita al più presto, anche alla luce dell’intenso lavoro che il Parlamento sta portando avanti proprio sul tema della lotta alle discriminazioni di genere. Auspica, pertanto, che il Governo si attivi, perché gli impegni assunti si traducano in azioni concrete.

5-07342 Mugnai: Problemi occupazionali relativi alla annunciata chiusura dello stabilimento di Marradi dell’azienda Ortofrutticola del Mugello.

Stefano MUGNAI (CI), intervenendo da remoto, illustra l’interrogazione con la quale chiede di sapere dal Governo quali iniziative intenda assumere per contrastare l’impatto occupazionale della preannunciata chiusura dello stabilimento Ortofrutticola del Mugello di Marradi, in provincia di Firenze.

La sottosegretaria Rossella ACCOTO, intervenendo da remoto, risponde all’interrogazione nei termini riportati in allegato.

Stefano MUGNAI (CI), intervenendo da remoto, si dichiara solo parzialmente soddisfatto, in quanto avrebbe preferito un impegno diretto del Ministero nella vicenda da lui segnalata, piuttosto che, come riferito dalla sottosegretaria, un contributo alle istituzioni locali, lasciate a gestire in prima persona la vicenda.

5-07343 Rizzetto: Urgenza di rifinanziare l’indennità di quarantena.

Carmela BUCALO (FDI), in qualità di cofirmataria dell’interrogazione n. 5-07343, ne illustra il contenuto, richiamandosi al testo depositato.

La sottosegretaria Rossella ACCOTO, intervenendo da remoto, risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato.

Carmela BUCALO (FDI), ringraziando la sottosegretaria, esprime apprezzamento per l’impegno del Governo ad affrontare la recrudescenza della pandemia, ma è necessario, come più volte sostenuto da Fratelli d’Italia, provvedere all’immediato rifinanziamento dell’indennità di quarantena, dal momento che non tutti i lavoratori in condizioni di fragilità possono svolgere la propria attività ricorrendo allo smart working. Ciò comporta per tali lavoratori la necessità di ricorrere alla quarantena in caso di contatto con un soggetto contagiato, stanti le attuali difficoltà del sistema di prenotazione delle vaccinazioni contro il COVID-19, con la conseguente perdita di giornate lavorative, che si ripercuote sul bilancio delle famiglie, già duramente colpite dalle conseguenze della crisi sanitaria.

5-07344 Moschioni: Iniziative per assicurare la continuità produttiva e il mantenimento dei livelli occupazionali nello stabilimento Dynamic Technologies di Attimis.

Daniele MOSCHIONI (LEGA), illustrando la sua interrogazione, sottolinea la preoccupazione delle istituzioni del territorio friulano, colpito dagli effetti delle decisioni di delocalizzare la produzione assunte da diverse aziende del territorio, come la Dynamic Technologies di Attimis. La vicenda da lui segnalata è solo un esempio, che può applicarsi all’intero territorio nazionale e, pertanto, auspica che il Governo fornisca indicazioni su misure che siano applicabili a tutti i casi in cui i livelli occupazionali siano messi a repentaglio a causa dello spostamento della produzione.

La sottosegretaria Rossella ACCOTO, intervenendo da remoto, risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato.

Daniele MOSCHIONI (LEGA), ringraziando la sottosegretaria, esprime il suo compiacimento per l’attenzione dimostrata da lei e dal Ministero che rappresenta per la vicenda da lui segnalata. Pur prendendo atto con soddisfazione dell’evoluzione positiva della vertenza, di cui la sottosegretaria ha dato conto, sulla base della sua esperienza di piccolo imprenditore fa presente che il fenomeno delle delocalizzazioni nasce dalla necessità delle aziende di ridurre i costi, spostando la produzione dove questi sono più bassi e garantiscono una maggiore competitività. Per questo la Lega da anni si batte per la riduzione degli oneri gravanti sulle imprese, che scongiurerebbe la chiusura degli stabilimenti, salvaguardando i lavoratori italiani e le loro famiglie. Auspica, quindi, che il Governo si impegni ad adottare misure in tal senso al più presto, interrompendo la catena di chiusure che sta interessando tutto il Paese.

5-07345 Invidia: Misure per contrastare l’eccessiva precarizzazione dei rapporti di lavoro.

Niccolò INVIDIA (M5S) illustra la sua interrogazione, con la quale chiede al Governo se intenda adottare provvedimenti, come quelli assunti dalla Spagna, che limitino il ricorso ai contratti a tempo determinato, il cui aumento è certificato dagli ultimi dati statistici. Si tratta di una tipologia di contratto, diffuso tra le categorie di lavoratori più deboli, come le donne e i giovani con bassa specializzazione, a cui sono associati livelli salariali del tutto insufficienti.

La sottosegretaria Rossella ACCOTO, intervenendo da remoto, risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato.

Niccolò INVIDIA (M5S), ringraziando la sottosegretaria, apprezza la puntuale ricostruzione delle misure adottate dal Governo per contrastare gli effetti della emergenza sanitaria nel mercato del lavoro, come il programma GOL, il Fondo Nuove competenze e la riforma degli ammortizzatori sociali. Esprime particolare apprezzamento sull’impegno espresso dalla rappresentante del Governo per l’introduzione del salario minimo e per l’approvazione di una legge sulla rappresentanza sindacale, auspicando che tale impegno si traduca al più presto in decisioni concrete.

Romina MURA, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all’ordine del giorno.

La seduta termina alle 16.05.