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Cnel, scaduti quasi il 60% dei contratti nel settore privato

redazione
Agosto05/ 2022

I contratti collettivi nazionali di lavoro vigenti nel settore pubblico e privato, che sono depositati nell`Archivio Nazionale dei contratti del CNEL alla data del 30 giugno 2022, sono complessivamente 1.010. Dei 940 del settore privato, 563 (pari al 59.9%) risultano scaduti.

E` quanto emerge dal nuovo numero del Notiziario sul mercato del lavoro e Archivio nazionale dei contratti del CNEL, in cui è pubblicata anche una tabella comparativa riguardante il numero di lavoratori dipendenti del settore privato coperti dai contratti vigenti che sono depositati al CNEL, suddivisi per appartenenza o meno dei firmatari sindacali a confederazioni rappresentate al CNEL.

Da questa griglia risultano 12.862.846 addetti con accordi sottoscritti da categorie aderenti a sindacati rappresentati al CNEL (Cgil, Cisl, Uil, Cida, Confedir, Confsal, Cisal, Ugl, Ciu).

Il Notiziario si apre con un approfondimento sul lavoro attraverso piattaforme digitali (28 milioni gli addetti), a partire dall`analisi della proposta di direttiva europea. Tra gli altri argomenti affrontati nel giornale, ci sono i fattori che indeboliscono la ripresa dell`occupazione in base all`analisi del mercato del lavoro nel I trimestre 2022; il nuovo CCNL chimico-farmaceutico sottoscritto da Federchimica, Farmindustria, Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil;.

Presente anche un focus sul salario minimo nell`ordinamento giuridico italiano e l`eterogeneità delle situazioni nei Paesi Ue; il ruolo centrale della contrattazione collettiva come misura di salvaguardia del lavoro; gli strumenti di contrasto allo sfruttamento della vulnerabilità femminile; un approfondimento sul lavoro agile nella PA e il consueto aggiornamento sulle principali novità normative e istituzionali sul lavoro.

“Dai primi dati dell`analisi del monitoraggio sistematico sulla attuazione del PNRR che in questa fase si è concentrato sulle risorse dedicate da avvisi e bandi alle tre priorità trasversali del Piano, parità di genere e generazionale e il contrasto al divario territoriale per lo sviluppo del Mezzogiorno, si evince che le percentuali esistenti e analizzate, fino a metà luglio 2022, sono ancora molto parziali. Questo è evidentemente un segnale negativo di inadeguata finalizzazione degli avvisi pubblici alle priorità del Piano. Si tratta di una attività non facile, condotta dai gruppi di lavoro sul PNRR del CNEL, che sta procedendo con l`aiuto dei dati che ci sono forniti da OPen Impact – scrive il presidente Tiziano Treu nell`editoriale del Notiziario – I dati forniscono anzitutto l`analisi della percentuale degli avvisi e bandi pubblici che contengono l`indicazione esplicita della destinazione alle tre priorità indicate e alle conseguenze in termini di output e di outcome degli interventi conseguenti”.

tn