Un piano da 100 miliardi di euro per sostenere la produzione industriale pulita nell’Unione europea. È quanto prevede il Clean Industrial Deal presentato dalla Commissione. Questo importo un ulteriore miliardo di garanzie nell’ambito dell’attuale quadro finanziari pluriennale.
Lo strumento si pone all’interno di un quadro globale nel quale le imprese europee, soprattutto quelle ad alta intensità energetica, necessitano di un sostegno immediato davanti agli elevati costi dell’energia e alla concorrenza, non sempre leale, degli altri. Per Bruxelles la decarbonizzazione è un potente motore di crescita per le industrie europee. Altro punto centrale lo sviluppo di tecnologie pulite che rappresentano il cuore dell’innovazione futura. Nel piano, inoltre, la Commissione punta a stimolare la circolarità come leva per massimizzare le materie prime e ridurre le dipendenze del continente.
In quest’ottica la Commissione creerà un meccanismo che consenta alle aziende di riunirsi e aggregare la loro domanda di materie prime attraverso un centro che farà acquisti congiunti per conto delle imprese interessate creando così economie di scala. Dal 2026, poi, Bruxelles si doterà del Circular Economy per accelerare la transizione circolare, con l’obiettivo è di avere il 24% di materiali riusati entro il 2030.
Tutto questo necessità di manodopera altamente qualificate. Un bisogno che l’Europea intende soddisfare attraverso un’Unione delle competenze che intende investire in formazione e in lavoro di qualità.
Per far camminare il piano la Commissione adotterà un nuovo quadro di aiuti di stato. Questo consentirà un’approvazione semplificata e più rapida delle misure per l’implementazione delle energie rinnovabili, la decarbonizzazione industriale e la garanzia di una sufficiente capacità produttiva di tecnologie pulite.
La Commissione proporrà, inoltre, l’istituzione di una Banca per la decarbonizzazione industriale, puntando a 100 miliardi di investimenti prima citati, sulla base delle risorse presenti nel Fondo per l’innovazione, che si punta a rafforzare, e sulle maggiori entrate da parte dall’ETS, ossia il Sistema per lo scambio di quote emissione di gas a effetto serra, e da una revisione dell’InvestEu, ossia il programma per il rilancio degli investimenti privati, che dovrebbe mobilitare fino a 50 miliardi.
Accanto a questo la Bei, la Banca europea per gli investimenti, lancerà una serie di nuovi strumenti finanziari per sostenere il Clean Industrial Deal, come il Grids manufacturing package, per fornire controgaranzie e altro supporto per la riduzione del rischio ai produttori di componenti di rete, un programma pilota congiunto con la Commissione europea di controgaranzie per i Power Purchase Agreement (PPA) intrapresi da Pmi e industrie ad alta intensità energetica e uno strumento di garanzia CleanTech nell’ambito del programma Tech EU alimentato da InvestEU.