Disparità di genere, differenze territoriali, bassa occupazione femminile, scoraggiamento; ma anche effetti positivi delle riforme, utilizzo virtuoso dei contratti a termine, ruolo fondamentale del Made in Italy. Il Parlamentino del Cnel, dopo il Rapporto 2007 sul mercato del lavoro diventa, come di consueto, una sede di confronto per le parti sociali: i sindacati si soffermano sui punti critici, gli industriali ricordano i risultati raggiunti, entrambi indicano le priorità per il futuro. Sotto gli occhi del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che apprezza e conferma l’impegno a migliorare produttività e orari, colmare il divario Nord-Sud, riscrivere il sistema di welfare.
“Oggi la società del lavoro è più lontana dalle donne”. La prima osservazione è di Marina Porro, segretario confederale dell’Ugl: il part-time non è realmente richiesto ma si tratta di una costrizione, dice, e per invertire la tendenza bisogna cambiare le regole del mercato. Uscire dall’illegalità e risolvere la “differenziale territoriale” sono le priorità del segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy, che però alla luce del rapporto specifica: “Non c’è nessuno scenario apocalittico”. La disoccupazione scende e i lavoratori dipendenti “non stanno scomparendo”, piuttosto bisogna affrontare una realtà complessa senza posizioni ideologiche. Ma i problemi restano intatti anche per Giorgio Santini, segretario confederale della Cisl, che indica nel Mezzogiorno e nel rapporto tra scolarizzazione e lavoro le emergenze principali. “Anche l’occupazione femminile – concorda – sta perdendo di vigore”. La Cgil torna sul tema prediletto dei lavoratori stranieri: per Fulvio Fammoni, segretario confederale, “il loro apporto è una necessità assoluta” e il Governo deve rivedere le sue politiche di inserimento. Non è vero, a suo giudizio, che il contratto a progetto sia l’anticamera del tempo indeterminato. Il calo della disoccupazione non rilancia la fiducia né i consumi, ma c’è un elemento positivo: “Una quota torna a cercare lavoro, bisogna incoraggiare questo dato”.
Le difficoltà non dipendono dalle imprese. Lo specifica il responsabile delle relazioni industriali di Confartigianato, Riccardo Giovani, sottolineando il contributo delle pmi: “Nel 2008 saranno loro le locomotive del lavoro”. Le aziende si muovono in uno scenario nuovo, cambiato dalla globalizzazione, sono consapevoli del proprio ruolo ma chiedono agli attori sociali “un approccio più scientifico”: una riforma si verifica dopo qualche anno, spiega, e quella del mercato del lavoro adesso sta portando “effetti estremamente positivi”. E’ d’accordo Massimo Marchetti di Confindustria, che chiede una vasta campagna informativa per sconfiggere la “comunicazione errata” su alcuni temi: occupazione, contratti a termine e soprattutto lo sviluppo della negoziazione aziendale. Quest’ultimo punto, ricorda, resta uno dei primi obiettivi delle imprese per il nuovo modello contrattuale; la discussione è rimandata al confronto ufficiale, quello tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil che riprende proprio stasera.
(In Documentazione la sintesi del Rapporto Cnel)
15 luglio 2008
Emanuele Di Nicola