Pronte le reazioni dei sindacati Cgil, Cisl e Uil alle notizie sui dazi statunitensi che in queste ore stanno sconvolgendo i mercati, prefigurando un futuro pessimo per l’economia. Il leader della Uil, Pierpaolo Bombardieri, fa sapere che è stato chiesto alla presidenza del Consiglio di avviare un confronto con i sindacati, “perché il rischio è che possiamo perdere fino a 60.000 posti di lavoro in settori come meccanica, moda e agroalimentare”,
“È necessario intervenire subito, differenziando i mercati dove poter esportare, aumentare i consumi interni e soprattutto una risposta chiara dell`Europa – ha proseguito -. Non può trattare ogni singolo Paese, perché questo ci renderebbe più deboli”. E sul patto di stabilità “da anni diciamo che è un errore. Bene che anche il Governo se ne sia accorto, ma ora servono investimenti per far crescere il Paese, non tagli che bloccano tutto. L`Europa deve ritrovare quello spirito di solidarietà emerso durante la pandemia”.
Per il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, i dazi sono “una guerra commerciale” e “sarebbe un grave errore sottovalutare quello che sta succedendo. Il rischio concreto è che questa cosa apra problemi occupazionali nel nostro Paese e che determini un processo di recessione e un aumento dell’inflazione”. La “logica di atti di forza”, aggiunge, “è il processo sbagliato e pericoloso cui ci troviamo di fronte. E a maggior ragione l’Europa dovrebbe essere in grado di svolgere quel ruolo che finora non è stata in grado di svolgere”. In questo scenario, però, “il problema del Governo è che è in grande difficoltà e non sa come saltarne fuori. Sarebbe una follia accettare quello che ha in testa Trump, cioè di non considerare l’Europa e di andare verso singoli accordi”.
Per Landini “c’è un tema di politiche industriali e di investimenti che devono essere fatte e anche di politiche europee che devono essere messe in campo”. Riferendosi in particolare ai settori dell’acciaio, dell’automotive o ai settori strategici, al momento ” non ci sono politiche industriali e che non ci sono nemmeno azioni di intervento pubblico che vadano in questa direzione. La risposta ai dazi non è semplicemente mettere altri dazi, ma che tipo di politiche di investimento si fanno a partire dai settori strategici e come si investe sulla ricerca, sull’innovazione, come si recuperano i ritardi che hanno l’Italia e l’Europa”.
“Come ha sottolineato il Presidente Mattarella – afferma a sua volta la leader Cisl Daniela Fumarola- i dazi sono un grave errore, perché rischiano di innescare una pericolosa guerra commerciale da cui nessuno uscirebbe vincitore. Ci sono decine di migliaia di posti di lavoro a rischio ogni anno solo in Italia. È importante che il governo definisca con il sindacato e con il sistema delle imprese un set di misure che da un lato protegga lavoro e produzioni in pericolo, dall’altro aiuti a individuare sbocchi commerciali alternativi insieme all’Europa. La risposta deve essere coesa con una strategia che non escluda il dialogo e punti a un ripensamento dell’amministrazione Trump”.’
Redazione