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Rapporto “Crisi, ripresa e Cig, dicembre 2017”, la ripresa è confermata dal calo del ricorso alle ore di Cig


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Secondo il rapporto “Crisi, ripresa e Cig, Dicembre 2017” di Giancarlo Battistelli, apparso sul sito Lavoro&Welfare,  il 2017 dimostra una tendenza positiva dal punto di vista economico e produttivo anche grazie al calo complessivo del ricorso alle ore di Cig. Secondo il rapporto si registra un -39,39% di calo rispetto al 2016.

Ma rimangono ancora dei problemi irrisolti a partire dalla trasformazione radicale del nostro sistema produttivo. La riduzione delle attività manifatturiere di tipo industriale e la forte contrazione del settore delle costruzioni ci racconta un processo irreversibile a favore del settore dei servizi.

Lo sviluppo di quest'ultimo ha spostato l'occupazione dal primo settore al secondo. Infatti, non è possibile “pensare ad una crescita quantitativa della struttura manifatturiera”. La crisi in questo settore continua a farsi sentire e sono “inesistenti gli interventi di risanamento”. Nonostante, però Cigs, Cigo e Cigd sono diminuite, rimane alto il ricorso alle ore di cassa integrazione che si attestano alle 29 milioni di ore al mese. Il miglioramento rispetto al 2014 resta, comunque, evidente.

“I settori più in difficoltà – sottolinea il rapporto di dicembre - e con più ore richieste restano il settore Meccanico (in riduzione ‐45,31%), il settore del Commercio (in riduzione ‐34,13%), il settore dell’Edilizia (in riduzione ‐30,05%), il settore Metallurgico (in riduzione 27,31%), il settore Trasporti e comunicazioni (in riduzione ‐52,98%).”

La Cig ha anche una struttura geografica di un certo tipo. Il ricorso alla cassa integrazione continua ad aumentare in Puglia e Basilicata mentre nel resto delle regioni è in calo. A fianco all'uso eccessivo della Cassa integrazione guadagni troviamo una scarso reinvestimento e rinnovamento strutturale delle aziende. “Nella maggior parte delle crisi aziendali – continua Battistelli nel rapporto - sono sempre troppo pochi gli interventi attivi, la situazione resta senza capacità di intervento, dove, nella quasi totalità dei casi, non vengono avviati interventi strutturali di miglioramento, è il segno più evidente che permane in molte realtà aziendali lo stato di crisi attuale.

Alessia Pontoriero


12 Marzo 2018
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